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la
direttrice

CURRICULUM VITAE A MODO MIO
Sono nata il 17 Aprile del 1958,di giovedì, ed era autunno, nella città
di Rosario (Provincia di Santa Fe), in Argentina.
Mia madre Alicia María del Luján lavorò come insegnante fino al Gennaio
del 1962, quando nacque mio fratello Marcelo.
Mio padre Artemio Luis è Dottore in Diplomazia; in passato Docente
Titolare Ordinario presso la Facoltà di Scienze Politiche e Relazioni
Estere dell’Università Nazionale di Rosario. Nel 1983, quando
l’Argentina tornò alla vita democratica, assunse l’incarico di Rettore
ottenendo, per la prima volta nella storia, l’Autonomia dell’Università.
Ero una bambina tranquilla, silenziosa, timidissima e sognatrice e, fino
ad ora, quest’ultima caratteristica ancora non mi ha abbandonato; la
timidezza la superai durante i primi anni delle gioventù.
Alla fine dell’Ottobre del 1964, lasciammo Rosario e l’Argentina e
c’imbarcammo sulla nave “Río Tunuyán”, con destinazione il porto di
Anversa, poiché mio padre vinse una borsa di studio del CONICET, al fine
di approfondire la sua Tesi di Diritto Internazionale con i Professori
Charles e Paul de Visscher, a Lovanio, Belgio.
Giungemmo ad Anversa l’11 Novembre del 1964, perché lo ricordo? Era il
giorno dell’Armistizio della Prima Guerra Mondiale; al porto non vi era
nessun facchino.
Mia madre aveva fatto amicizia sulla nave con una signora belga; i suoi
quattro figli la stavano aspettando ed aiutarono mio padre a trasportare
le valigie ed i bauli.
Il Belgio, e soprattutto Lovanio, non solo influirono sulla mia vita, ma
anche sulla mia personalità che lentamente si andava formando; ho sempre
detto che Lovanio mi marcò a fuoco e capii per la prima volta il
significato della felicità:l’armonia, la gioia
di vivere ed amare intensamente.
Lasciai l’Argentina all’età di 6 anni e frequentavo il Primo Anno della
Scuola Elementare (al Colegio María Auxiliadora), quando arrivammo a
Lovanio le lezioni erano già iniziate; non parlando il francese, mi
trasferirono all’Asilo Infantile affinché, giocando, apprendessi la
lingua e, alla fine dell’anno scolastico, cominciai a frequentare il
Secondo Anno.
La Scuola era religiosa e mista(per me era una novità), imparai a
nuotare, a coltivare la terra, a ricamare, oltre a leggere e scrivere in
francese ed ballare il flamenco che purtroppo non ricordo più.
Il mio primo contatto con la REALTÀ avvenne all’età di 7 anni. Ci
invitarono a trascorrere il fine settimana a Braine le Château, in casa
della Contessa Noelle Nève de Mèvergnies. Ma non viveva in un castello,
non sedeva su un trono, con un vestito rosa e lungo e non indossava una
corona piena di brillanti. Era, ed è tuttora, un’amabile signora che ci
attendeva con suo marito George ed i suoi quattro figli: Paul, Jacques,
Florence e Gabriel.
Potrei scrivere pagine e pagine sui miei due anni a Lovanio, ma le
sensazioni, le immagini, gli odori e le emozioni che mi porto dentro
sono: la voce del silenzio, il fruscio delle foglie secche, i cedri
azzurri, un mio compleanno il giorno di Pasqua, la brezza frescosecca,
il cielo color grigioazzurro, la neve, i libri di mio padre, gli gnocchi
che mia madre preparava tutti i mercoledì (l’unico giorno che non
mangiavamo a scuola), i castelli, i fiumi piccoli come ruscelletti, la
cioccolata, la giostra e soprattutto la MUSICA CLASSICA, che tutti i
fine settimana riempiva le stanze del nostro appartamento, e la DANZA,
la danza che inventavo per entrare nell’estasi del sublime, dell’etereo
e dell’eterno…
Ritornammo in Argentina alla fine del 1966. Terminai la scuola
dell’obbligo e la scuola secondaria al Collegio María Auxiliadora e a 17
anni presi il diploma con indirizzo pedagogico.
Nel 1972 nacque mia sorella María Alicia.
Nel 1976 entrai alla Facoltà di Scienze Politiche e Relazioni
Estere della Università Nazionale di Rosario. Una data molto triste
nella Storia dell’Argentina perché segnò l’inizio di uno dei colpi di
stato militari più cruenti. La mia vita universitaria non fu facile, ma
non voglio entrare in dettagli. Dal momento che la realtà era nefasta,
mi rifugiai nella Fede, la Musica e la Fantasia e, nonostante tutto e
tutti, mi laureai in Scienze Politiche il 9 marzo 1984.
Insegnai Storia Moderna e Contemporanea presso la Escuela
Superior de Comercio, che dipende dalla Università Nazionale di Rosario,
presso il Ministero dell’Istruzione e della Cultura della Provincia di
Santa Fe, a Rosario, lavorai come responsabile delle “Relazioni con le
Organizzazioni Internazionali in materia di Istruzione”, in particolare
con la UNESCO e come membro della “Commissione sull’Istruzione a
Distanza”.
Nel 1988, l’Università degli Studi di Sassari mi ha assunto come
Professore a contratto per la cattedra di Diritto Internazionale ed
Organizzazioni Internazionali del Prof. Paolo Fois.
Nel 1990, grazie ad una borsa di studio, lasciai l’amata Sardegna
e arrivai a Roma, dove attualmente risiedo.
Nel 1992 ottenni la cittadinanza italiana, grazie al mio bisnonno
che nacque a Castelsilano, in Calabria. Nelle mie vene scorrono secoli
di storia e di popoli, non solo l’italiano, ma anche lo spagnolo e il
paraguaiano ed è per questo motivo che mi sono sempre sentita
“particolarmente universale”.
Nel 1993 ottenni il riconoscimento del mio titolo universitario,
dall’Università degli Studi di Sassari, con la dicitura: “Dottore in
Scienze Politiche”.
Dal 1997 insegno Diritto Comunitario, Diritto Internazionale ed
Organizzazioni Internazionali presso la Scuola Superiore di Lingue
Moderne per Interpreti e Traduttori “San Pio V” (fino al 2002) e presso
la Scuola Superiore per Interpreti e Traduttori di Via Gregorio VII, 126
(dal 2000).
Stato civile: nubile, zia di cinque nipoti – Ailén, Joan,
Lisandro, Maia e María Belén – e madrina di Alejandro.
Iniziai a scrivere nell’adolescenza racconti brevi e racconti per
bambini, fino a ventitré anni.
Ricordo che in un pomeriggio di Ottobre scrissi una poesia:
“Introspezione” e da quel giorno la Poesia non mi abbandonò più.
Ho
pubblicato: “La Hamaca del Tiempo” (L’Amaca del Tempo), libro di poesie,
Edizione “La Bandera”, Rosario, 1987.
“Quattro Poesie di Maria Luisa Melo”, di Renato Minore, nella
Rivista “L’Informatore Librario”,n°3, Roma 1991.
“Una Ventana a la Vida” (Una Finestra sulla Vita), libro di poesie,
Edizione “Homo Sapiens”, Rosario, 1997, presentato dal Professore Bruno
Mari a Roma il 13 Giugno 1997 nella libreria spagnola “La Sorgente”, in
Piazza Navona. Tradotto da Stefano Narciso come Tesi di Diploma della
“Scuola Superiore di Lingue Moderne per Interpreti e Traduttori San Pio
V”, 1997/1998, Roma.
“El
Universo del Ser” (L’Universo dell’Essere), libro di poesie che sta per
essere pubblicato e tradotto come Tesi di Diploma da Paola Longo (della
Scuola precedentemente citata) 2000/2001.
Così come amo la libertà di espressione nella musica, nella danza e
nella poesia in tutti i loro aspetti, sono anche molto curiosa di
conoscere i nuovi autori che le case editrici molte volte non
pubblicano.
Voglio conoscere i nuovi poeti, iniziando dai Paesi dell’Unione Europea
per arrivare poi in tutto il mondo. Per fare ciò, sono necessari dei
PONTI VIVENTI, CHE SONO I TRADUTTORI, per ora nelle seguenti lingue:
tedesco, spagnolo, inglese, italiano e francese.
I
miei collaboratori non sono solamente dei validi tecnici, ma amano la
poesia , i racconti brevi, le favole e le leggende ed è proprio per
questo che non si limiteranno ad un lavoro tecnico ma insieme
analizzeremo i testi per dare una traduzione precisa delle emozioni, dei
colori, della musicalità e, quando non
potremo raggiungere l’essenza della poesia, ci metteremo in
contatto con l’autore.
“Conoscere è amare. Ignorare è odiare.”
I
miei collaboratori ed io siamo affamati di amore, dell’amore dei vostri
sentimenti, dell’arcobaleno delle vostre lingue e della sinfonia dei
vostri versi.
I
politici hanno costruito l’Europa economica, voi e noi potremo costruire
l’Europa della Poesia, dell’Amore, dell’Amicizia, nel rispetto di ogni
identità fino alla trascendenza dei Grandi Valori.
Maria Luisa Melo