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visitate l'angolo dedicato alla poesia dei bambini:

www.ilgigantepigmeo.org/ilgiardino

Il gigantepigmeo

 

Sembra che le persone (“importanti”) del mondo

Editoriale,

     (uomini e donne “saggi” del commercio delle parole),

abbiano il “potere” di vedere il presente e il futuro

del popolo

                 che vive nel paese

                                              delle lettere.

Esiste, da secoli, (dove la storia si perde e si intrecciano angustie e speranze,

                                                                                           della gente comune)

un piccolo paese

dove vivono

                   i Poeti.

Essi sono tribali pigmei,

                                      per le creature dell’avere

o

raffinati giganti

                                     per le creature dell’essere,

in tutti gli stili e le lingue,

come un “ponte“ de Babele.

Perché i poeti sono ponti di vita,

dell’essenza dell’amore

del mistero della morte e delle trascendenza.

Ma torniamo alle persone “importanti”

del mondo editoriale:

                                 i poeti non sono

best-seller (da trecento o più pagine),

                                                         pertanto

sono una specie in via d’estinzione

(che il WWF della Real accademia de las letras dovrebbe salvare);

perché sono MASSACRATI nel silenzio

della

        NON PUBBLICAZIONE

sono e saranno

                         poeti morti…….

……..Passerà il tempo e

archeologi e antropologi delle lettere

                                                       cercheranno

i resti dell’ultimo poeta

                                      ucciso

 dal genocidio avaro e superficiale

delle persone “importanti”

e

forse

        troveranno

                         (fra le macerie)

i gemiti de una poema

                                       di un gigante pigmeo……

                                                                                                                             Maria Luisa Melo

 

 

 

 "conoscere è amare, ignorare è odiare"

 

 A cura di : Dott.ssa Maria Luisa Melo  

 

Obbiettivi :

 a)       creare una fonte di lavoro per i neodiplomati e/o neolaureati in traduzione, in particolare ci occuperemo di poesie, racconti brevi, fiabe e leggende.

 b)       conoscere, attraverso le traduzioni, nuovi autori nell’ambito dell’Unione Europea” per far si che l’integrazione non sia soltanto economica e finanziaria, bensì L’unione sulla base del rispetto delle differenti lingue, culture e tradizioni

 c)       creare una collana che si chiamerà: “il gigante pigmeo” che sarà in vendita non soltanto nelle librerie, ma in particolare, nelle facoltà di lettere, di lingue e di traduzione nell’ambito europeo.

 d)       Come diceva lo scrittore Luis Sepulveda, il traduttore diventa un amico, perché attraverso le conversazioni con l’autore riesce a conoscere, approfondire e comprendere l’anima dell’autore per “tradurre senza tradire”.

Per poter tradurre senza tradire, la tecnologia ci viene in aiuto: Internet, posta elettronica ecc.…. per cui la conversazione con l’autore sarà possibile e senza frontiere.

 

 la direttrice

 

 

CURRICULUM VITAE A MODO MIO

 

 

Sono nata il 17 Aprile del 1958,di giovedì, ed era autunno, nella città di Rosario (Provincia di Santa Fe), in Argentina.

Mia madre Alicia María del Luján lavorò come insegnante fino al Gennaio del 1962, quando nacque mio fratello Marcelo.

Mio padre Artemio Luis è Dottore in Diplomazia; in passato Docente Titolare Ordinario presso la Facoltà di Scienze Politiche e Relazioni Estere dell’Università Nazionale di Rosario. Nel 1983, quando l’Argentina tornò alla vita democratica, assunse l’incarico di Rettore ottenendo, per la prima volta nella storia, l’Autonomia dell’Università.

Ero una bambina tranquilla, silenziosa, timidissima e sognatrice e, fino ad ora, quest’ultima caratteristica ancora non mi ha abbandonato; la timidezza la superai durante i primi anni delle gioventù.

Alla fine dell’Ottobre del 1964, lasciammo Rosario e l’Argentina e c’imbarcammo sulla nave “Río Tunuyán”, con destinazione il porto di Anversa, poiché mio padre vinse una borsa di studio del CONICET, al fine di approfondire la sua Tesi di Diritto Internazionale con i Professori Charles e Paul de Visscher, a Lovanio, Belgio.

Giungemmo ad Anversa l’11 Novembre del 1964, perché lo ricordo? Era il giorno dell’Armistizio della Prima Guerra Mondiale; al porto non vi era nessun facchino.

Mia madre aveva fatto amicizia sulla nave con una signora belga; i suoi quattro figli la stavano aspettando ed aiutarono mio padre a trasportare le valigie ed i bauli.

Il Belgio, e soprattutto Lovanio, non solo influirono sulla mia vita, ma anche sulla mia personalità che lentamente si andava formando; ho sempre detto che Lovanio mi marcò a fuoco e capii per la prima volta il significato della felicità:l’armonia, la gioia  di vivere ed amare intensamente.

Lasciai l’Argentina all’età di 6 anni e frequentavo il Primo Anno della Scuola Elementare (al Colegio María Auxiliadora), quando arrivammo a Lovanio le lezioni erano già iniziate; non parlando il francese, mi trasferirono all’Asilo Infantile affinché, giocando, apprendessi la lingua e, alla fine dell’anno scolastico, cominciai a frequentare il Secondo Anno.

La Scuola era religiosa e mista(per me era una novità), imparai a nuotare, a coltivare la terra, a ricamare, oltre a leggere e scrivere in francese ed ballare il flamenco che purtroppo non ricordo più.

Il mio primo contatto con la REALTÀ avvenne all’età di 7 anni. Ci invitarono a trascorrere il fine settimana a Braine le Château, in casa della Contessa Noelle Nève de Mèvergnies. Ma non viveva in un castello, non sedeva su un trono, con un vestito rosa e lungo e non indossava una corona piena di brillanti. Era, ed è tuttora, un’amabile signora che ci attendeva con suo marito George ed i suoi quattro figli: Paul, Jacques, Florence e Gabriel.

Potrei scrivere pagine e pagine sui miei due anni a Lovanio, ma le sensazioni, le immagini, gli odori e le emozioni che mi porto dentro sono: la voce del silenzio, il fruscio delle foglie secche, i cedri azzurri, un mio compleanno il giorno di Pasqua, la brezza frescosecca, il cielo color grigioazzurro, la neve, i libri di mio padre, gli gnocchi che mia madre preparava tutti i mercoledì (l’unico giorno che non mangiavamo a scuola), i castelli, i fiumi piccoli come ruscelletti, la cioccolata, la giostra e soprattutto la MUSICA CLASSICA, che tutti i fine settimana riempiva le stanze del nostro appartamento, e la DANZA, la danza che inventavo per entrare nell’estasi del sublime, dell’etereo e dell’eterno…

            Ritornammo in Argentina alla fine del 1966. Terminai la scuola dell’obbligo e la scuola secondaria al Collegio María Auxiliadora e a 17 anni presi il diploma con indirizzo pedagogico.

            Nel 1972 nacque mia sorella María Alicia.

            Nel 1976 entrai alla Facoltà di Scienze Politiche e Relazioni Estere della Università Nazionale di Rosario. Una data molto triste nella Storia dell’Argentina perché segnò l’inizio di uno dei colpi di stato militari più cruenti. La mia vita universitaria non fu facile, ma non voglio entrare in dettagli. Dal momento che la realtà era nefasta, mi rifugiai nella Fede, la Musica e la Fantasia e, nonostante tutto e tutti, mi laureai in Scienze Politiche il 9 marzo 1984.

            Insegnai Storia Moderna e Contemporanea presso la Escuela Superior de Comercio, che dipende dalla Università Nazionale di Rosario, presso il Ministero dell’Istruzione e della Cultura della Provincia di Santa Fe, a Rosario, lavorai come responsabile delle “Relazioni con le Organizzazioni Internazionali in materia di Istruzione”, in particolare con la UNESCO e come membro della “Commissione sull’Istruzione a Distanza”.

            Nel 1988, l’Università degli Studi di Sassari mi ha assunto come Professore a contratto per la cattedra di Diritto Internazionale ed Organizzazioni Internazionali del Prof. Paolo Fois.

            Nel 1990, grazie ad una borsa di studio, lasciai l’amata Sardegna e arrivai a Roma, dove attualmente risiedo.

            Nel 1992 ottenni la cittadinanza italiana, grazie al mio bisnonno che nacque a Castelsilano, in Calabria. Nelle mie vene scorrono secoli di storia e di popoli, non solo l’italiano, ma anche lo spagnolo e il paraguaiano ed è per questo motivo che mi sono sempre sentita “particolarmente universale”.

            Nel 1993 ottenni il riconoscimento del mio titolo universitario, dall’Università degli Studi di Sassari, con la dicitura: “Dottore in Scienze Politiche”.

            Dal 1997 insegno Diritto Comunitario, Diritto Internazionale ed Organizzazioni Internazionali presso la Scuola Superiore di Lingue Moderne per Interpreti e Traduttori “San Pio V” (fino al 2002) e presso la Scuola Superiore per Interpreti e Traduttori di Via Gregorio VII, 126 (dal 2000).

            Stato civile: nubile, zia di cinque nipoti – Ailén, Joan, Lisandro, Maia e María Belén – e madrina di Alejandro.

      Iniziai a scrivere nell’adolescenza racconti brevi e racconti per bambini, fino a ventitré anni.

      Ricordo che in un pomeriggio di Ottobre scrissi una poesia: “Introspezione” e da quel giorno la Poesia non mi abbandonò più.

      Ho pubblicato: “La Hamaca del Tiempo” (L’Amaca del Tempo), libro di poesie, Edizione “La Bandera”, Rosario, 1987.

       “Quattro Poesie di Maria Luisa Melo”, di Renato Minore, nella Rivista “L’Informatore Librario”,n°3, Roma 1991.

      “Una Ventana a la Vida” (Una Finestra sulla Vita), libro di poesie, Edizione “Homo Sapiens”, Rosario, 1997, presentato dal Professore Bruno Mari a Roma il 13 Giugno 1997 nella libreria spagnola “La Sorgente”, in Piazza Navona. Tradotto da Stefano Narciso come Tesi di Diploma della “Scuola Superiore di Lingue Moderne per Interpreti e Traduttori San Pio V”, 1997/1998, Roma.

      “El Universo del Ser” (L’Universo dell’Essere), libro di poesie che sta per essere pubblicato e tradotto come Tesi di Diploma da Paola Longo (della Scuola precedentemente citata) 2000/2001.

      Così come amo la libertà di espressione nella musica, nella danza e nella poesia in tutti i loro aspetti, sono anche molto curiosa di conoscere i nuovi autori che le case editrici molte volte non pubblicano.

      Voglio conoscere i nuovi poeti, iniziando dai Paesi dell’Unione Europea per arrivare poi in tutto il mondo. Per fare ciò, sono necessari dei PONTI VIVENTI, CHE SONO I TRADUTTORI, per ora nelle seguenti lingue: tedesco, spagnolo, inglese, italiano e francese.

      I miei collaboratori non sono solamente dei validi tecnici, ma amano la poesia , i racconti brevi, le favole e le leggende ed è proprio per questo che non si limiteranno ad un lavoro tecnico ma insieme analizzeremo i testi per dare una traduzione precisa delle emozioni, dei colori, della musicalità e, quando non  potremo raggiungere l’essenza della poesia, ci metteremo in contatto con l’autore.

      “Conoscere è amare. Ignorare è odiare.”

      I miei collaboratori ed io siamo affamati di amore, dell’amore dei vostri sentimenti, dell’arcobaleno delle vostre lingue e della sinfonia dei vostri versi.

      I politici hanno costruito l’Europa economica, voi e noi potremo costruire l’Europa della Poesia, dell’Amore, dell’Amicizia, nel rispetto di ogni identità fino alla trascendenza dei Grandi Valori.

                                                                                                                                   

Maria Luisa Melo

 

@

 

marialuisamelo@yahoo.it

 

 

 

 

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